Partecipazione

Una delle strategie del progetto è la composizione del partenariato, caratterizzato da professionisti ed esperti qualificati con competenze specifiche (Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II per analisi, gestione, modellizzazione dati; ASOIM e Lutria, che si occuperanno della raccolta e catalogazione di nuovi dati faunistici e di flora presente nel parco; Achab Med che si occuperà della comunicazione); da tre associazioni locali, esperte del territorio, attive da anni nel contesto sociale e culturale di riferimento, che supporteranno il progetto veicolando, disseminando e coinvolgendo la cittadinanza locale; dalle istituzioni cardine per la gestione del bene pubblico e le politiche di conservazione (Settore foreste Regione Campania ed Ente parco).

La componente scientifica del partenariato raccoglie, monitora e elabora i dati, arricchendo ed integrando il patrimonio conoscitivo, condiviso o meglio “fruito” con le comunità locali, attivate mediante azioni di coinvolgimento diretto (attraverso corsi e giornate a tema) e tramite processi specifici di partecipazione. Durante le azioni la comunità locale esprime alla comunità scientifica il proprio sapere territoriale, la comunità scientifica ne prende atto, insieme contribuiscono a costruire la reale analisi del territorio. Creando la rete delle associazioni la comunità esprimerà i propri bisogni alle istituzioni, si innescherà il dibattito, si proporranno soluzioni, si attiveranno buone pratiche. Si avvieranno processi di partecipazione per responsabilizzare le comunità nella gestione e nell’“uso” del proprio territorio. Le associazioni locali presenti nel partenariato, parte integrante del substrato sociale e culturale, supportano il progetto nella complessa fase di integrazione e condivisione e aiuteranno a veicolare il messaggio anche al di fuori del territorio interessato, che per il marketing territoriale è il primo “mezzo” di comunicazione efficace. Solo con la condivisione delle conoscenze dei beni ambientali, dei servizi ecosistemici, delle criticità e dei problemi e con la volontà di superare gli ostacoli nei processi decisionale e di pianificazione, si potrà “vivere” e lasciare vivere il Parco.

  1. Seminari ed attività educative per la conoscenza e la raccolta dei prodotti non legnosi 
  2. Formazione per gli operatori forestali per favorire la diffusione di specie forestali
  3. Promozione della gestione forestale sostenibile con l’avvio di un percorso organizzativo ed amministrativo per l’attribuzione di una certificazione per gli operatori del parco
  4. Corso di formazione per Guardie ambientali
  5. Educazione scolastica
  6. Avvio del percorso per la sottoscrizione di un “Contratto di falda” tra istituzioni, imprenditori, associazioni e altri portatori di interesse
  7. Attività di comunicazione (sito web, pagine social, …)
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